Secondo quanto denunciato da una ricerca del luglio 2009 sul tema delle “mutilazioni genitali femminili” commissionata dal Ministero per le Pari Opportunità e presentata oggi dal vice Presidente del Senato, Emma Bonino:
- più di 1.000 sono le bambine o le adolescenti (immigrate da paesi africani) che hanno già subito mutilazioni genitali
- circa 35 mila sono le donne africane immigrate che hanno già subito questa barbara pratica (prima di venire in Italia o una volta giunte qui)
- circa 110 mila sono le donne provenienti dai 26 Paesi africani in cui le mutilazioni genitali costituiscono una pratica culturale e tribale diffusa
- e circa 4.600 sono le loro figlie, ragazzine con meno di 17 anni a rischio di subire tale intervento!
Secondo uno studio commissionato dal Ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna, all’istituto Piepoli, inoltre, l’80% delle vittime di m.g.f. è concentrata in quattro regioni (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Lazio), più precisamente:
- in Lombardia si concentra il 35% delle donne mutilate
- in Veneto il 14%
- in Emilia Romagna il 13%
- nel Lazio il 10%
- in Piemonte l’8%
- e in Toscana il 5%.
Il 4,2% di queste donne è rappresentato da bambine e adolescenti con meno di 17 anni!
Guardando al fenomeno oltre i nostri confini, invece, scopriamo che, secondo i dati dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), sarebbe tra le 100 e le 140 milioni le bambine, ragazze e donne che nel mondo hanno subito mutilazioni genitali!
E’ l’Africa a detenere il triste primato in tale pratica tribale: nel continente nero sono 91,5 milioni le donne vittime di mutilazioni genitali (cui, ogni anno, se ne aggiungono altri 3 milioni!).
Come intervenire di fronte a questa subdola violenza (fisica e psicologica) perpetrata a danno delle donne (in specie bambine)?
Sul piano internazionale quel che serve è una netta condanna della Comunità internazionale: una risoluzione dell’Assemblea generale dell’Onu che metta al bando le mutilazioni genitali femminili!
Un atto che, purtroppo, in ogni caso non sarebbe vincolante per i Paesi interessati ma che costituirebbe comunque un primo necessario passo avanti!
A questo obiettivo lavora l’Associazione radicale transnazionale “Non c’é pace senza giustizia” (per ulteriori informazioni in merito: http://www.emmabonino.it/campagne/cpi/npwj.php ).
PER APPROFONDIRE L’ARGOMENTO, invece, ti consiglio l’articolo “Infibulazione: una cultura di violenza sulle bambine!”:
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Serra Gaspare
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