ALLE PROSSIME ELEZIONI PROVINCIALI DENUNCIAMO L’INUTILITA’ DELL’ENTE PROVINCIA!
COME?
RIDUCENDO I VOTI VALIDI IN CONFRONTO ALLE ALTRE CONSULTAZIONI (elezioni europee ed amministrative):
1- recandosi alle urne ma RIFIUTANDO LA SCHEDA ELETTORALE PER LE ELEZIONI PROVINCIALI
2- OPPURE accettando la scheda elettorale ma ANNULLANDO LA SCHEDA PER LE PROVINCIALI SCRIVENDOVI SOPRA “NON SERVE? NON VOTO!”
L’obiettivo del Comitato “La Provincia non serve? Non La voto!” è la soppressione di tutte le province su tutto il territorio nazionale, come promesso e richiesto in tempi diversi praticamente da tutte le forze politiche! (per una analisi più articolata delle ragioni a fondamento di tale abolizione, rinvio a: http://www.facebook.com/reqs.php#/note.php?note_id=83292029224&ref=mf ).
Ormai è superata la stessa questione se sia necessario o meno la soppressione dell’ente provincia o se vi sia il consenso: tutto ciò è più che assodato!
La questione è solo come esercitare una adeguata azione di pressione sui parlamentari nazionali (nostri dipendenti a tutti gli effetti!) al fine di ottenere tale risultato!
Le Province non sono un ente istituzionale utile (o comunque “indispensabile”!) al nostro sistema di Governo del Territorio.
Rappresentano, al contrario:
- una “palla al piede” per l’efficienza del governo del territorio, rallentando e burocratizzando molti processi decisionali
- ed un ostacolo allo sviluppo, un costo sociale insostenibile (costano 17 miliardi l’anno, dei quali almeno 2,5 sarebbero immediatamente risparmiabili abolendo le sole cariche politiche provinciali: Consiglio e Giunta provinciale!)
E’ necessario dare un segnale forte ed inequivoco al Parlamento, rivendicando semplicemente il rispetto delle promesse bipartisan fatte in campagna elettorale.
I Partiti e la Politica si sono dimostrati assolutamente incapaci di autoriformarsi.
Dobbiamo noi cittadini, allora, costringere il sistema a modificare se stesso:
- partendo dall’abolizione delle Province
- per puntare, in seguito, ad una più generale riduzione de “La Casta” della politica.
Per far questo occorre la spinta degli elettori, i quali, con una azione di “disobbedienza civile” (l’astensionismo di protesta!), possono sottrarsi al vincolo di “votare a tutti i costi”, rifiutandosi di eleggere e “legittimare” per l’ennesima volta l’esistenza di un ente “inutile”!
Il 6-7 giugno si punta a rinnovate 62 province su 104 (che a breve diverranno 107 con l’aggiunta di tre nuove province!).
Per dare un segnale forte in controtendenza ogni cittadino può autonomamente e liberamente da ogni schema partitico decidere di aderire alla nostra Campagna “La Provincia non serve? Non la voto!”.
Nostri obiettivi sono:
1- la riduzione (sotto la “soglia psicologica” del 50%) dei voti validi alle elezioni provinciali
2- e la quantificazione degli stessi voti validi per le elezioni provinciali di almeno il 10% inferiore rispetto alle elezioni amministrative ed europee.
I metodi a disposizione del cittadino per contribuire a questi risultati sono:
1- il rifiuto della scheda delle votazioni provinciali (chiedendo al presidente di seggio che venga messo a verbale il rifiuto): ciò riduce significativamente il numero di voti validi alle provinciali e contribuisce al raggiungimento di entrambi gli obiettivi!
2- oppure l’annullamento della scheda delle provinciali: ricevere tutte le schede ma annullare la scheda delle provinciali scrivendo sopra “Non serve, non voto”.
GRUPPO “ABOLIAMO LE PROVINCE!!! (basta sprechi e inefficienze della malapolitica!)”:
http://www.facebook.com/group.php?sid=26b6b239cae5fe7f39ade08ff9eef8db&gid=62981451472
1- ridurre i costi di gestione della Repubblica
2- e migliorare governabilità ed efficienza nella gestione della res pubblica.
L’Italia è uno dei pochi Paesi al mondo in cui:
- esistono ben 4 diversi livelli di rappresentanza politica (Comune, Provincia, Regione e Stato)
- ed, inoltre, a tali enti territoriali occorre aggiungere le Circoscrizioni municipali, le Comunità Montane e le costituende Città Metropolitane!
Attualmente in Italia vi sono ben 104 Province (e di altre 3 ne è imminente la costituzione!).
Nel solo 2006, la spesa complessiva delle Province italiane è stata pari a “13 miliardi di euro”.
Dai dati della stessa Unione delle Province Italiane (UPI), risulta che dei bilanci provinciali:
- ben il “73%” se ne va in spese correnti (per il mantenimento delle Province stesse: personale, affitti, bollette, spese di rappresentanza, auto blu, ecc.)
- mentre soltanto il “27%” in investimenti (servizi forniti ai cittadini: manutenzione strade, scuole, ecc.).
Ciò vuol dire che ben “3/4” dei soldi spesi dalle Province servono al mantenimento dello stesso ente!
Così stando le cose, le province appaiono solo un bel “carrozzone” utile per distribuire posti di lavoro per gli amici degli amici (dei politici)!
Il progetto di abolire le province non nasce da una sparata “qualunquistica” o “populista” volta a tagliare i costi della politica ad ogni costo, piuttosto dalla constatazione (maturata fin dai tempi dell’Assemblea Costituente nel ’48, in realtà) che tale ente intermedio risulta:
- aver esaurito la sua “funzione storica” (utilissima, sotto il regime fascista in specie, come lunga mano dello Stato sui territori locali)
- e non più “indispensabile” per il funzionamento della Repubblica.
Queste ragioni, negli anni, si sono rafforzate:
- con la nascita delle 15 regioni ordinarie nel ’71 (che si sono aggiunte alle 5 regioni speciali preesistenti)
- con l’avvento del federalismo (o regionalismo, in realtà) dal 2001 (che ha comportato l’attribuzioni di più funzioni a comuni e soprattutto regioni)
- e col tracollo del bilancio dello Stato, che (data la difficile situazione debitoria del Paese) necessita di una grossa “sfoltita” delle spese pubbliche superflue o non indispensabili.
La soppressione dell’ente provincia non comporterà di certo la soppressione dei compiti e delle funzioni attualmente ad essa attribuite!
Le stesse andranno:
- in parte ridistribuite tra comuni e regioni
- in parte esercitate in maniera coordinata da comuni e regioni.
In che modo?
Molteplici sono le soluzioni prospettabili (alcune indicate nel manifesto del gruppo “Aboliamo le province”, su http://www.facebook.com/group.php?sid=26b6b239cae5fe7f39ade08ff9eef8db&gid=62981451472 , altre suggerite dal Min. Brunetta che ha proposto la trasformazione della provincia in un “ente secondario”, ossia la costituzione di un Consiglio provinciale non elettivo in quanto formato da eletti, ossia i sindaci dei comuni della provincia …).
La cosa importante è una sola:
- non ingannare nessuno sostenendo che l’abolizione delle province è un progetto “impossibile”
- ed ammettere (contrari o meno che si sia a tale progetto) che abolire le province “si può”: se solo lo si vuole e se solo a ciò si accompagna una complessiva ridefinizione di compiti e funzioni di governo territoriali.