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LA LIBERTA’ DI SCONFIGGERE L’AIDS (parte I)

L’AIDS NEL MONDO

L’AIDS è una malattia sessualmente trasferibile che non conosce confini geografici nel pianeta.

Negli ultimi 28 anni (da quando, l’1 dicembre del 1981, è stato diagnosticato il primo caso di AIDS) a causa di tale malattia oltre 25 milioni di persone sono morte nel mondo: una delle epidemie più distruttive della storia dell’uomo!

Solo nel 2005 oltre 4 milioni di persone sono state contagiate dal virus.

Nel 2007 2,7 milioni di persone in tutto il mondo sono state contagiate dal virus l’HIV (l’agente patogeno dell’AIDS);  quasi lo stesso numero di persone sono morte per le conseguenze dell’AIDS.

Secondo il programma comune dell’ONU contro l’HIV/AIDS (UNAIDS), dalla fine del 2007 33,2 milioni di persone in tutto il mondo convivono con il virus!

 

Dietro questi drammatici numeri si celano i destini di milioni di persone colpite dalla malattia. Ad aggravare il tutto vi è il fatto che l’HIV/AIDS colpisce trasversalmente tutti i settori e le classi della società.

Proprio per questo la lotta contro l’HIV/AIDS deve essere condotta:

-          con un approccio intersettoriale

-          e con strategie comuni sovranazionali (o globali).

 

L’1 dicembre si celebra la “Giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS”, istituita nel 1998 dall’OMS e dall’ONU allo scopo:

-          di tracciare il bilancio dei progressi compiuti nella cura e nella prevenzione della malattia

-          e di sensibilizzare ed informare la comunità internazionale e i singoli individui.

 

In Italia molte associazioni si occupano di combattere tale piaga e di assistere i malati di AIDS. In particolare la LILA (Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids), associazione di volontariato senza scopo di lucro nata nel 1987 e formata da persone sieropositive e non che svolge attività di informazione, prevenzione, riduzione del danno e difesa dei diritti.

 

 

AFRICA, DONNE ED HIV: IL QUADRO ATTUALE

L’AIDS uccide circa 6.000 persone ogni giorno in Africa.

Dei circa 3 milioni di decessi avutisi nel solo 2001 a causa di questa terribile malattia a livello globale, ben 2,2 milioni si sono verificati nella sola Africa.

Sola in Africa risiedono:

-          il 70 % degli adulti infettati dal virus

-          e l’80 % dei bambini nel mondo!

L’Africa sub-sahariana rimane la regione più colpita dal virus nel mondo: secondo le più recenti statistiche dell’UNAIDS (2007), vi vivono 22,5 milioni di persone con l’HIV (circa due terzi delle persone sieropositive nel mondo). Di questi ben 12 milioni sono bambini, i cosiddetti “orfani dell’AIDS”, che vivono per lo più in condizioni estremamente difficili.

Con un totale di almeno 4,2 milioni di persone infette (un decimo della popolazione totale), il Sud Africa ha il maggior numero di persone infette da HIV/AIDS nel mondo.

 

Sono le donne a correre maggiormente il rischio di contrarre malattie infettive ed HIV, specie per le violenze che sono costrette a subire:

-          sia dai familiari

-          che da sconosciuti.

Solo in Ruanda, secondo i dati di Amnesty International, durante la guerra civile che ha sconvolto il paese sono stati commessi oltre 500.000 stupri! Ed in Sudafrica, tra aprile 2006 e settembre 2007, sono stati oltre 75.000 i soli casi di violenza sessuale denunciati alla polizia! Ognuno di questi, ovviamente, possibile causa di contagio per le donne …

Come se non bastasse, in Africa le donne, quando provano a rivolgersi ad una struttura sanitaria a seguito di una violenza subita, fanno i conti:

-          con la mancanza di strutture ed attrezzature

-          con la scarsa preparazione del personale medico-sanitario

-          e con atteggiamenti sbrigativi e/o discriminatori da parte degli stessi!

Troppo spesso, poi, le stesse non hanno accesso alle cure mediche:

-          o a causa del pregiudizio degli uomini

-          o perché le strutture sanitarie sono troppo distanti dai loro villaggi (se non addirittura inesistenti!).

 

Di fronte a questi numeri “sconvolgenti”, a questo scenario “desolante”, da parte di tutti occorre la più assoluta consapevolezza che l’AIDS non è una piaga sanitaria superata (benché il progresso scientifico -e le possibilità di accedere più facilmente ai benefici della scienza in Occidente- ha permesso all’Europa e agli USA di placare l’emergenza e di rendere tale malattia non più un ineludibile “preavviso di morte”).

In Africa di AIDS:

-          si continua diffusamente a rimanere “contagiati” (soprattutto per mancanza di un’adeguata educazione sessuale e di una consapevolezza sull’importanza della prevenzione)

-          e si continua drammaticamente “a morire” (per l’impossibilità di beneficiare di una pronta diagnosi e di ricevere tutte le cure necessarie).

 

 

LEGGI LA SECONDA PARTE DELL’ARTICOLO SU:

http://spaziolibero.blogattivo.com/g-s-b1/LA-LIBERTA-DI-SCONFIGGERE-LAIDS-parte-II-b1-p153.htm


15:11:35 . 10 Apr 2009

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http://spaziolibero.blogattivo.com/g-s-b1/LA-LIBERTA-DI-SCONFIGGERE-LAIDS-parte-I-b1-p152.htm

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