CACCIA “NO LIMITS”? NO, GRAZIE!
Il gioco è sempre lo stesso: un temerario e coraggioso cacciatore, armato fino ai denti e accompagnato dal suo fido cane, supera ostacoli e vince sfide “impallinando” mammiferi pericolosi e minacciosi come conigli e uccelli selvatici!
Le regole del gioco, però, rischiano di cambiare, a tutto beneficio del cacciatore!
Sino ad oggi la legge n. 157 del 1992 (che disciplina la caccia in Italia) riconosce a favore della fauna almeno un “parziale regime di protezione”:
- si consente la caccia solo 5 mesi l’anno
- e si fa “divieto assoluto” di caccia in tutto il territorio italiano in determinati periodi dell’anno.
Le cose rischiano di cambiare, invece, se verrà definitivamente approvata dalla Camera dei Deputati la norma che ha già ricevuto l’approvazione del Senato della Repubblica (col sostegno di Pdl e Lega), ossia l’art. 38 della cd. “legge Comunitaria”.
L’art. 38, in pratica, cancella gli attuali “limiti massimi della stagione venatoria”, liberalizzando di fatto la caccia!
Alle regioni si riconosce piena “libertà di deroga” di tali limiti per i volatili, i cervi ed i cinghiali, dando la possibilità di aprire la stagione venatoria per tutto l’anno!
Una caccia “senza limiti e senza regole”, che darebbe la possibilità di sparare alla fauna migratoria:
- anche ad agosto, quando i territori di caccia sono pieni di italiani in vacanza
- e finanche a febbraio, quando i migratori fanno ritorno ai luoghi di nidificazione!
A rischio, in tal modo, sono molti volatili, soprattutto tra le specie protette!
Per approvare l’emendamento proposto al Senato all’art. 38 (e che ha introdotto tali modifiche) sono stati addirittura ignorati i pareri negativi:
1- sia del Ministero dell’Ambiente (che specificava come l’articolo peggiorava anziché risolvere la situazione di infrazione comunitaria in cui l’Italia si trova sul tema caccia)
2- sia dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)
3- sia delle Commissioni competenti della Camera
4- che dello stesso Governo, a partire dal ministro Ronchi (che aveva già bocciato un identico emendamento nel recente passato).
Tutto questo al solo fine di assecondare le rivendicazioni di una minoranza di cacciatori non soddisfatti di poter già cacciare per ben cinque mesi l’anno!
E’ naturale, così, la reazione “inviperita”:
- non solo degli animalisti
- bensì anche dello stesso ministro dell’Ambiente Prestigiacomo, che ha parlato di “colpo di mano” al Senato!
Questa norma è “inaccettabile” per tre ordini di motivi:
PRIMO:
perché costituisce un vero e proprio “attentato” alla nostra fauna selvatica!
La via maestra che la politica dovrebbe intraprendere è quella della tutela dell’ambiente, non della sua distruzione!
Che senso ha mettere in pericolo un patrimonio comune (e dell’Umanità) non per una “necessità” dell’uomo bensì esclusivamente per il suo puro e semplice “divertimento”???
SECONDO:
perché costituisce una vera e propria “provocazione” nei confronti dell’Unione Europea!
La legge Comunitaria, infatti, è un provvedimento annualmente approvato dal Parlamento per adeguare la normativa interna a quella europea.
In materia di caccia, l’Italia è da tempo sottoposta ad una procedura d’infrazione da parte dell’Ue: la contestazione principale è che il nostro ordinamento:
- prevede troppe deroghe in materia
- e non riconosce un divieto assoluto di caccia nel periodo di migrazione degli uccelli.
Come risponde il Parlamento italiano a questi rilievi? Approvando l’art. 38, che, di fatto, piuttosto che sanare questa infrazione la aggrava ulteriormente statuendo esattamente il contrario!
L’Europa accusa l’Italia di cacciare “troppo e male”? E l’Italia, allora, risponde consentendo ai cacciatori italiani di cacciare “ancor più e peggio”!
La cancellazione dei limiti della stagione venatoria italiana (prevista dall’art. 38), infatti, è contraria a quanto chiede Bruxelles, ossia l’assoluto ed esplicito divieto di caccia nei periodi di riproduzione e migrazione degli uccelli (Punti 16 e 17 della Procedura 2006/2131)!
TERZO:
perché questo provvedimento “offende” il sentimento comune degli Italiani, che per oltre il 90% si dichiarano contrari alla caccia in sé (figurarsi ad una sua “liberalizzazione”!).
La vera “razza in estinzione” nel nostro Paese (e che non merita particolari tutele!), infatti, è proprio quella dei cacciatori, sempre più anziani e sempre meno numerosi (non più di “750 mila” e concentrati soprattutto nelle regioni del nord).
Come possono, dunque, le lobby della caccia e dell’industria delle armi essere talmente influenti nel nostro Paese da consentire l’approvazione di una norma apertamente contraria al sentire comune?
Come possono gli interessi lobbistici di “750 mila” cacciatori prevalere sul semplice “buon senso” (se non proprio amore per gli animali) di “milioni” di cittadini?
Chi dovrebbe rappresentare al meglio il nostro Parlamento, se non noi Italiani?!
E’ arrivato il tempo che i nostri “presunti” rappresentanti in Parlamento spieghino pubblicamente le ragioni di questa scelta a tutti quei milioni di italiani contrari all’allungamento della stagione venatoria!
La battaglia
in difesa della natura e della vita, ad ogni modo, non è ancora persa!
Il progetto di legge Comunitaria, per divenir definitivamente legge, richiede ancora il voto della Camera dei Deputati.
Contro questa “macelleria venatoria”, allora, noi chiediamo:
1- la “cancellazione integrale” alla Camera dell’articolo 38
2- ed il “pieno ripristino dei limiti” alla stagione venatoria attualmente previsti dalla legge 157.
PER ULTERIORI CONSIDERAZIONI IN MATERIA: